Progetti FSE

L’iniziativa dietro questi progetti riflette uno degli aspetti cardini della nostra identità, ossia consentire a persone con fragilità più o meno importanti di poter entrare o rientrare nel mondo del lavoro.
Non è un percorso facile e breve, ma strutturato in diversi passaggi raggruppabili in due fase.

Scouting

Tutto comincia da qui, questo è il nostro punto di partenza.
Dopo aver preso contatto con l’orientatore dell’inserimento e il soggetto da inserire, procediamo nella ricerca di un’azienda che ospiterà la persona. L’azienda deve rispondere ad una serie di elementi, in primis dimostrando di essere adeguata alle caratteristiche del soggetto da inserire.
Se lo scouting dà esito positivo e l’azienda si rende disponibile per avviare il progetto, procediamo col successivo passaggio e da lì il percorso del soggetto comincia.

Tutoring

Il soggetto non viene lasciato solo, ma accompagnato in un percorso in cui siamo costantemente presenti. Nelle fasi di tutoraggio, infatti, facciamo dei sopralluoghi in azienda per monitorare come si sente la persona inserita e se si sia integrata nel lavoro, quindi che operi attivamente dentro l’azienda arricchendone la produttività.

Chiedi a Michela

Potrebbe sembrarti qualcosa di complicato e dall’esterno forse superfluo, per questo abbiamo deciso di farti conoscere un’iniziativa così delicata attraverso gli occhi di chi segue i progetti da vicino.
Nella breve intervista che segue avrai modo di saperne di più e comprendere a pieno il ruolo di questi progetti, utili a creare lavoro e comunità.

Michela Amazzini, responsabile per gli inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati e fragili

“Ciao, sono Michela Amazzini e già da qualche anno mi occupo di inserimenti lavorativi per La Spiga di Grano.

Qui ti voglio raccontare in cosa consistono questi progetti e l’importanza che rivestono al livello sociale.

Se sei un’azienda e ti va di conoscere meglio come questi progetti possono tradursi in opportunità, dedicami cinque minuti; fidati, scoprirai qualcosa di nuovo.”

Cosa sono questi progetti e come funzionano?

Questi progetti sono percorsi di tirocinio rivolti a persone svantaggiate o diversamente abili, o comunque a coloro che hanno difficoltà a inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro. Sono promossi prevalentemente dalla Regione Toscana insieme alla Società della Salute del territorio di riferimento. Noi nello specifico collaboriamo con le Società della salute sui territori di Pistoia e della Valdinievole.

Da chi sono finanziati?

Generalmente questi progetti sono finanziati interamente dalla Regione Toscana.

Qual è l’obiettivo finale di questi progetti?

L’obiettivo finale è quello di aiutare queste persone a rientrare nel mondo del lavoro per acquisire autonomia e indipendenza, oltre ad assimilare nuove competenze che permettano loro di avere nuovi sbocchi e trovare nuovi stimoli professionali.
Quando poi sia il soggetto inserito che l’azienda ospitante si trovano in un rapporto professionale ottimale si può pensare di concretizzare questo progetto trasformandolo in assunzione diretta.

E quali vantaggi può ricavarci un’azienda?

Innanzitutto non dovrà sostenere nessun costo in quanto tutto completamente finanziato dai progetti di inserimento; le uniche eccezioni saranno eventuali visite mediche e l’attivazione Uni-lav.
L’azienda ha quindi la possibilità di conoscere i soggetti e di valutarli, per un periodo medio-lungo, e capire se queste persone possono diventare delle risorse effettive da assumere in organico. Tutto questo senza costi, eccezion fatta per quanto indicato sopra.

Qual è la differenza tra questo tipo di inserimento e un tirocinio standard?

Sono due tipologie di inserimento molto simili, con la differenza che questo tipo di inserimento non prevede appunto costi per l’azienda.

E quali vantaggi può ricavarci una persona inserita?

Be’, innanzitutto la persona non starà a casa, ma contribuirà al processo di sviluppo del nostro paese, senza gravare sui bilanci statali. Inoltre, acquisirà ulteriore esperienza e quindi maggiori possibilità di trovare un’occupazione qualora l’azienda ospitante decidesse di non proseguire con l’assunzione.

Perché non avete attivato questo progetto presso la vostra Cooperativa?

È lecito chiederselo, e la risposta è che, essendo noi i tutor, sarebbe un chiaro conflitto di interessi. Ecco perché non possiamo direttamente attivare questi inserimenti presso la nostra azienda; tuttavia, è già da qualche anno che aiutiamo altre cooperative ospitando noi in primis alcuni dei soggetti che vengono seguiti.
In molti casi queste persone sono state successivamente assunte nel nostro organico e lavorano con noi da anni.

Cosa provi quando viene attivato un tirocinio?

Grande soddisfazione; perché quando vedi che la persona inserita è motivata dal tirocinio e felice per essere uscita da quella specie di difficoltà che la bloccava, non puoi che provare gratificazione. Soprattutto quando il lavoratore inserito crede davvero in questo progetto e nella speranza di potersi creare un futuro.
Ecco, questo è il vero valore dei progetti.

Quali sono le prospettive in futuro per questi tipi di progetti?

È una domanda la cui risposta dipende proprio dalle aziende. L’obiettivo è far sì che i progetti si trasformino, là dove possibile, in assunzioni. Al momento mi piacerebbe ci fosse da parte delle Istituzioni maggior promozione per sensibilizzare l’importanza che questi progetti rivestono. È uno strumento valido e che potrebbe aiutare, anche per sopperire a quelle mancanze di organico che talvolta si vengono a creare all’interno delle aziende.

Se sei un’azienda e reputi interessante quanto hai letto e desideri saperne di più, puoi sempre parlare direttamente con Michela e chiedere a lei tutto ciò che desideri sapere.