Progetto casa

Progetto casa

Correva l’anno 2003 quando La Spiga di Grano realizzò uno degli investimenti più importanti acquistando un vecchio rudere, ridenominato successivamente La Casa della Spiga.

La casa della Spiga a Ponte Buggianese

Un nuovoinizio

La Casa della Spiga, una volta ultimati i lavori, fu pronta ad ospitare le numerosi progetti, attività ed eventi solidali.
In foto, da sinistra a destra:
Maurizio Carmignani, Serena Innocenti, Enrico Pellegrini, Daniela Severi, Mario Bartoli.

Ad oggi La Casa della Spiga è a tutti gli effetti un centro polivalente; un ecosistema che si regge tra solidarietà e sperimentazione.
Dal rudere iniziale siamo riusciti a ricavare sei stanze, salotto, cucina e spazi in comune sia interni che esterni. La cornice, uno splendido spazio verde su cui vengono svolti numerosi progetti.

  • Una foto frontale di La Casa della Spiga
  • Casa della Spiga con cortile
  • Salone interno de La Casa della Spiga
  • Una delle camere da letto di La Casa della Spiga
  • Un'altra delle camere da letto di La Casa della Spiga

Un nuovo​​ inizio

La Casa della Spiga, una volta ultimati i lavori, fu pronta ad ospitare le numerosi progetti, attività ed eventi solidali.
In foto, da sinistra a destra:
Maurizio Carmignani, Serena Innocenti, Enrico Pellegrini, Daniela Severi, Mario Bartoli.

Ad oggi La Casa della Spiga è a tutti gli effetti un centro polivalente; un ecosistema che si regge tra solidarietà e sperimentazione.

Dal rudere iniziale siamo riusciti a ricavare sei stanze, salotto, cucina e spazi in comune sia interni che esterni. La cornice, uno splendido spazio verde su cui vengono svolti numerosi progetti..

  • Una foto frontale di La Casa della Spiga
  • Casa della Spiga con cortile
  • Salone interno de La Casa della Spiga
  • Una delle camere da letto di La Casa della Spiga
  • Un'altra delle camere da letto di La Casa della Spiga

Un nuovoinizio

La Casa della Spiga, una volta ultimati i lavori, fu pronta ad ospitare le numerosi progetti, attività ed eventi solidali.
In foto, da sinistra a destra:
Maurizio Carmignani, Serena Innocenti, Enrico Pellegrini, Daniela Severi, Mario Bartoli.

Ad oggi La Casa della Spiga è a tutti gli effetti un centro polivalente; un ecosistema che si regge tra solidarietà e sperimentazione.

Dal rudere iniziale siamo riusciti a ricavare sei stanze, salotto, cucina e spazi in comune sia interni che esterni. La cornice, uno splendido spazio verde su cui vengono svolti numerosi progetti.

  • Una foto frontale di La Casa della Spiga
  • Casa della Spiga con cortile
  • Salone interno de La Casa della Spiga
  • Una delle camere da letto di La Casa della Spiga
  • Un'altra delle camere da letto di La Casa della Spiga

Gli albori

L’idea iniziale era di creare qualcosa di nuovo e vivo: ossia la nascita di un centro polivalente che divenisse il cuore pulsante per tutte le attività diurne che impegnavano i ragazzi. Ragazzi coinvolti in progetti in autonomia, che imparassero il significato di indipendenza e che capissero che la disabilità non sempre deve essere vissuta come un ostacolo.
Tanti ragazzi portatori di handicap e tante loro famiglie hanno visto di buon occhio questa iniziativa; a quel punto però serviva una collocazione che non fossero solo quatto mura spoglie, cercavamo qualcosa di più intimo e raccolto; l’obiettivo era di realizzare una casa.
La scelta dunque ricadde su una struttura vicino al centro abitato di Ponte Buggianese (PT), ma al contempo immerso nella natura.
Era ed è tutt’oggi un progetto mirato ad allargare il concetto di comunità e di accoglienza in cui si studia e si approfondisce la diversità in ogni suo aspetto.

Dopo di noi, una grande scommessa

Questo progetto nasce da una domanda spontanea che, soprattutto i genitori, si pongono quando all’interno del contesto familiare è presente un figlio con disabilità:

Cosa succederà quando non ci saremo più?

È lecito domandarselo. Dunque abbiamo deciso di convergere le nostre energie e quelle di altre realtà quali la Cooperativa sociale Gruppo Incontro e la Società della Salute della Valdinievole per trovare una risposta che sembrava impossibile.
Ecco quindi che dal 2021 è stato avviato questo percorso che punta ad insegnare a tutte quelle persone adulte con disabilità, e prive di sostegno familiare, a cimentarsi nella vita quotidiana, intesa come vita indipendente e autonomia abitativa, come prevede la Legge 112/2016.

Ad oggi sono state coinvolte cinque donne all’interno di questo progetto, sempre e comunque supportate giorno e notte da educatori ed educatrici e coadiuvate da altre figure ausiliarie.