Un progetto chiamato casa

Correva l’anno 2003 quando La Spiga di Grano realizzò uno dei suoi più importanti progetti sperimentali che ad oggi continua a portare grandi risultati.
Quella che vedi nella foto è la Casa della Spiga e di seguito la sua storia.

Le fondamenta del progetto

Tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio, La Spiga di Grano e l’associazione La Gometa si sono poste la necessità di creare qualcosa di nuovo e concreto sul territorio pistoiese, qualcosa che permettesse alle persone più adulte e ai più ai giovani affetti da deficit di avere un ritrovo, un punto nevralgico da condividere. Non ci accontentavamo più di semplici laboratori didattici o di spazi di condivisione una tantum, volevamo dare a queste persone la possibilità di avere uno luogo tutto loro in cui socializzare, aiutarsi e, soprattutto, che fosse vivibile.

2003: la prima pietra

Perché proprio questa casa?
L’idea era di creare qualcosa di nuovo e vivo: ossia la nascita di un centro polivalente che potesse essere il cuore pulsante per tutte le attività diurne che impegnavano i ragazzi. Ragazzi coinvolti in progetti in autonomia, che imparassero ad essere indipendenti e che capissero che la disabilità non sempre deve essere vissuta come ostacolo.
Tanti ragazzi portatori di handicap e tante loro famiglie hanno visto di buon occhio questa iniziativa; a quel punto però serviva una collocazione, o meglio, una casa. La scelta ricadde su un rudere da ristrutturate, vicino al centro abitato di Ponte Buggianese (PT), ma al contempo immerso nella natura.
Era ed è tutt’oggi un progetto mirato ad allargare il concetto di comunità e di accoglienza in cui si studia e si approfondisce la diversità in ogni suo aspetto.

La nostra scommessa

Progetto Dopo di noi

Nel corso dei suoi anni, La Casa della Spiga ha visto un visibilio di manifestazioni, ospitando eventi, cene, incontri; ed è proprio qui che si sono gettate le basi di un grande progetto il cui avvio ha portato una nuova concezione del modo in cui vivere la disabilità: Dopo di noi.
Con costanza ed impegno, l’edificio è stato poco a poco arredato per renderlo abitabile e confortevole in tutti i suoi spazi. Era nata una Casa a Ponte Buggianese.

Questo progetto nasce da una domanda spontanea che, soprattutto i genitori, si pongono quando all’interno del contesto familiare hanno un figlio disabile: cosa succederà quando non ci saremo più?
È lecito domandarselo. Dunque abbiamo deciso convergere le nostre energie e quelle di altre realtà quali la cooperativa sociale Gruppo Incontro e la Società della Salute della Valdinievole per trovare una risposta che sembrava impossibile.
Ecco quindi che dal 2021 è stato avviato questo percorso che punta ad insegnare a tutte quelle persone adulte con disabilità e prive di sostegno familiare a cimentarsi nella vita quotidiana, intesa come vita indipendente e autonomia abitativa, come prevede la Legge 112/2016.

Ad oggi sono state coinvolte cinque donne all’interno di questo progetto, sempre comunque supportate giorno e notte da educatori ed educatrici e coadiuvate da altre figure ausiliare.